Caro Vincenzo, quando le nostre parole chiave “lavoro libri futuro pace ” diventano argomenti di condivisione con persone attente e aperte alle cose del mondo allora cresce la speranza che i nodi diventino una rete grande e significativa.
Come puoi immaginare non abbiamo incontrato Katia e Fabrizio per caso, ma grazie alla loro generosità e al loro impegno nel volontariato, e se a questo aggiungiamo che ci sono luoghi, spazi e persone che sono naturalmente vocati all’ accoglienza, alla condivisione, alla curiosità, quella che “muove le persone e le cose”, allora può succedere che anche temi impegnativi possano essere affrontati con serenità e interesse autentico.
Lo splendido tavolo conviviale che accoglie Sayune e me al B&B Podere Camaiano ci fa intuire subito che avremmo trascorso una serata rilassantee interessante, con nuovi punti di vista e nuovi argomenti, insieme a Katia, a Fabrizio e ai loro ospiti.
Il tavolo è quello del “quel che c’è”, e già questo spiega nel modo migliore il senso di quello stare insieme; i piatti offerti agli ospiti sono eccellenti e curati nel dettaglio, proprio un lavoro ben fatto, ma sono “quel che c’è” perché il motivo principale del sedersi insieme a tavola è lo stare insieme, chiacchierare, conoscersi, pensare e sognare il futuro.
I nostri argomenti – lavoro, futuro, pace – sono nei pensieri di tanti, ma è difficile parlarne, lo sappiamo, sono importanti ma fanno paura, meglio tenerli nascosti.
Per questa ragione credo che sia stato un privilegio poterne discutere con persone sconosciute, prima, ma come ho già detto aperte e curiose delle cose del mondo, della nostra narrazione del lavoro ben fatto, del senso della postfazione al tuo libro e della rete #knots4change, dell’esperienza della scuola con il lavoro ben fatto.
I punti di vista, le domande e le suggestioni suscitate sono stati molto interessanti, raccontandoci una visione del futuro, anche in professionisti di alto profilo dei settori economici e lavorativi più vari, dalla scuola alla sanità passando per le relazioni internazionali e tanto altro, piuttosto pessimistica, mentre quello che resiste ancora è la fiducia e la speranza nell’uomo e nelle sue capacità.
Ci ha meravigliato molto l’interesse ancora vivissimo verso la scuola, anche in chi da molto tempo non ha più avuto nessun motivo di relazionarcisi. Devo dire che le tante domande sull’organizzazione della scuola di oggi e sulla scuola con il lavoro ben fatto, l’interesse e l’entusiasmo con cui sono state poste, mi hanno emozionato e anche commosso, confermando che la scuola, soprattutto quella dei più piccoli, rimane nei nostri ricordi per sempre, e quindi il suo valore formativo va salvaguardato.
Meno entusiasmo invece nel condividere le esperienze e la visione in prospettiva del mondo del lavoro, con le sue profonde criticità in ogni settore, venuta fuori durante “le chiacchiere” e nonostante i nostri sforzi di evidenziare qualche aspetto di lavoro ben fatto anche nelle nostre esperienze personali.
Ma la leggerezza di queste riflessioni è finita quando abbiamo allargato lo sguardo agli scenari di crisi internazionale, scenari che quotidianamente sembrano peggiorare sempre di più senza che si intravedano spiragli di soluzioni. Non ci è rimasto altro da fare che costruire insieme una gru della pace di origami, fatta sinceramente con il cuore.
Credo che, una volta rientrati ognuna alla propria quotidianità, non mancherà il modo di approfondire con attenzione la lettura della postfazione!
Irene Costantini






